SaveGrainPuglia, Il CRA-CER di Foggia recupera i semi che venivano conservati nelle fosse granarie

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Fosse_GranarieIl prossimo sabato 31 Gennaio 2015 alle ore 9.30, nel corso dell’incontro organizzato dal Centro di Ricerca per la Cerealicoltura di Foggia a San Nicandro Garganico (FG), presso la Fondazione Zaccagnino in Località San Nazario, saranno presentate le attività del progetto di “Recupero, caratterizzazione, salvaguardia e valorizzazione di leguminose e cereali da granella e foraggio in Puglia” denominato SaveGrainPuglia.

Il progetto, finanziato dalla Regione Puglia e coordinato a livello regionale dall’Istituto di Bioscienze e BioRisorse del Consiglio Nazionale delle Ricerche di Bari (CRN-IBBR), vede impegnato il Centro di Ricerca per la Cerealicoltura in una importante operazione di recupero, catalogazione, caratterizzazione e conservazione delle principali specie e varietà di cereali della provincia di Foggia ormai abbandonate e non più coltivate.

L’incontro apre un ciclo di appuntamenti destinati a presentare l’iniziativa e le possibili ricadute che da esse potrebbero derivare in seguito allo sfruttamento dei risultati del progetto. All’appuntamento saranno presenti il dott. Nicandro Di Salvia in qualità di Presidente della Fondazione Zaccagnino, il dott. Gaetano Laghetti, direttore del CNR-IBBR di Bari e coordinatore del progetto SaveGrainPuglia, il dott. Pasquale De Vita, ricercatore e responsabile scientifico del CRA-CER, il dott. Fernando Di Chio consulente agronomo del progetto SaveGrainPuglia, ed il dott. Giovanni Cera, responsabile provinciale della Confederazione Italiana Agricoltori (CIA). L’incontro è rivolto agli attori della filiera cerealicola impegnati sia nella produzione primaria che nella trasformazione (produzione di pane, pizza, pasta e dei prodotti da forno) ed ha l’obiettivo di promuovere lo scambio di conoscenze, esperienze sulla coltivazione, l’utilizzo e la trasformazione di antiche e/o obsolete varietà di frumento duro (Saragolla o duro di Puglia, Dauno III, Cappelli, Grifoni 235,) e frumento tenero (Bianchetta, Maiorche, Carosella, Risciola) per secoli conservati nelle fosse granarie del Tavoliere delle Puglie.

“L’intervento si è reso necessario – spiega il dott. Pasquale De Vita – in quanto nel nostro territorio, gran parte delle risorse genetiche accumulate nel corso dei secoli sono andate perse. Prima, e appena dopo la seconda guerra mondiale nella penisola italiana si stimava la presenza di oltre 400 varietà di frumento mentre nell’ultimo ventennio, la presenza di vecchie varietà si è ridotta al 1%. La nostra provincia, da tutti nota come il granaio d’Italia, ha risentito in modo particolare del drastico impoverimento varietale e della perdita di biodiversità”.

“Il valore della biodiversità è particolarmente importante per l’agricoltura – continua il dott. Pasquale De Vita – per millenni i popoli hanno coltivato una vasta gamma di specie per migliorare la produzione e diversificare l’alimentazione. Tale valore è nuovamente apprezzato oggi, per la ricerca di sistemi produttivi a basso impatto ambientale, capaci di mantenere la fertilità del terreno, assicurare la genuinità degli alimenti e la salubrità dell’ambiente. Da ciò nasce l’esigenza di recuperare, preservare e custodire questo antico e prezioso patrimonio varietale regionale”.

Il progetto SaveGrainPuglia “Recupero, caratterizzazione, salvaguardia e valorizzazione di leguminose e cereali da granella e foraggio in Puglia – uno dei cinque progetti integrati finanziati nell’ambito del Piano di sviluppo rurale dalla Regione Puglia, ha l’obiettivo di recuperare le risorse genetiche a rischio di erosione, caratterizzarle dal punto di vista morfo-agronomico, creare banche dati e promuovere la conservazione sia in situ (nelle aziende agricole) che ex situ (nelle banche del germoplasma). Le attività sui cereali sono condotte dal CRA Centro di Ricerca per la Cerealicoltura di Foggia, è sono focalizzata sull’analisi storica del territorio, la raccolta georeferenziata dei luoghi di recupero dei materiali genetici, l’allevamento di un campo catalogo e di conservazione; la caratterizzazione morfologica, agronomica, tecnologica e nutrizionale, delle varietà antiche e/o obsolete, la realizzazione di schede descrittive e la definizione di strategie di conservazione in nel luogo di origine.

Durante l’incontro, i partecipanti avranno la possibilità di conoscere i semi delle specie/varietà antiche di cereali e di leguminose del nostro territorio grazie all’allestimento di un banchetto dimostrativo e, di segnalare varietà antiche, testi antichi, ricette di prodotti tipici a base di cereali e personaggi storici da intervistare.

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