Gargano sempre più scrigno di biodiversità. Ecco il fungo Psilocybe Serbica

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PsilocybeSerbicaLa natura ci riserva sempre delle sorprese. Spesso buone, a volte cattive. Il Gargano, e in particolare il suo particolare ambiente naturalistico residente nella Foresta Umbra, oltre quello lagunare, litoraneo e marino, ci ha abituato a scoperte uniche. Una tra le più eclatanti fu quella della scoperta di un’orchidea selvaggia, la “Cerinthe retorta Sibth & Sm”, rinvenuta nel Parco Nazionale del Gargano nei primi mesi di quest’anno.

Ora è la volta di un fungo, il “Psilocybe Serbica”, scoperto nelle scorse ore da un appassionato della materia. Premetto che lo scopritore non è un tecnico della materia, un esperto micologo, e per tal motivo non può trattare la materia scientificamente. La notizia lo appresa da un post sul social network Facebook, sulla pagina dell’ Immobiliare Gargano Sat-Puglia Gargano, che mi ha fornito alcune informazioni che saranno al vaglio di esperti.

Tanto per fugare ogni sospetto, la “Psilocybe Serbica” non è un fungo commestibile. È velenoso. Non lo dico io, non sono un esperto in funghi, bensì il sito web funghiitaliani.it facente capo all’ A.M.I.N.T.Associazione Micologica Italiana Naturalistica Telematica -. Difatti ho fatto ricorso alla tabella messa a disposizione sul sito web che lo cataloga, appunto velenoso, con tanto di bollino rosso per tutte le specie della famiglie delle psilocybe, la cui micotossicologia provoca la Sindrome psilocibinica.

Secondo la pagina dell’ Immobiliare Gargano Sat-Puglia Gargano «la Psilocybe Serbica è un fungo appartenente alla famiglia delle Strophariaceae, contenente due alcaloidi, la psilocibina e la baeocistina. Strettamente legato come struttura alla Psilocybe Cyanescens e alla Psilocybe Bohemica, il sopradetto fungo è cosiddetto “magico” poiché contiene triptamina, cui i due principi attivi sono usati anche in alcuni casi clinici». Tuttavia c’è da porre in evidenza che la triptamina è “la spina dorsale di un gruppo di composti noti collettivamente come triptamine. Questo gruppo comprende composti molto attivi biologicamente, tra cui neurotrasmettitori e sostanze psichedeliche” (fonte wikipedia).

Lo scopritore del fungo fa notare che «la sua presenza della Psilocybe Serbica sul Gargano è alquanto ambigua, poiché da quanto si deduce dal nome, questa specie proviene dalle aree balcaniche e non è pertanto una specie autoctona. Si era pensato che fossero stati i flussi umani a trasportare questi funghi. Invece è molto probabile che la sua comparsa sia dovuta alla presenza dei cinghiali, importati dai Balcani, per scopi venatori o per i famigerati ripopolamenti. Ad avvallare questa tesi è sostenuta anche che la presenza del fungo è stata segnalata anche in Calabria, Sicilia ed in Lucania, aree geografiche che hanno importato cinghiali provenienti dai Balcani. Le spore conservate negli escrementi, ma anche nei peli dei cinghiali, hanno probabilmente dato vita a questa nuova specie nella nostra flora e in foresta Umbra sembra abbiano trovato l’habitat stabile ed ideale nei boschi misti di castagno, faggio e cerro tra i residui legnosi e marcescenti. Questi esemplari –specifica lo scopritore- li ho trovati a 800-900 mt d’altezza, in gruppi molto numerosi. È importante comunque ancora una volta il ruolo degli animali, in questo caso i cinghiali, ma in seguito anche daini e suini che partecipano alla sua distribuzione. Animali che si rivelano come sempre veicoli e trasportatori anche di funghi da un’area geografica ad un’altra completamente distante. Sono gli animali che gestiscono quest’equilibrio, non l’attività umana!».

di Nico Baratta

 

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