Foggia, i Consiglieri comunali Rizzi, Cislaghi, Sciagura, Gentile, chiedono di chiudere il caso “puzza”

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puzza“Come ogni estate torna la puzza a Foggia e con essa la finta indignazione dei tanti politicanti dell’ultima ora.

Infatti, le iniziative finora intraprese si sono sempre infrante contro il muro di gomma delle istituzioni preposte alla tutela della salute pubblica che non sono mai state in grado di stabilire con verità giuridica la fonte dei miasmi che tanto infastidiscono i residenti di Lucera o Foggia o Troia, a seconda di come tira il vento.

Per queste istituzioni, compresi i comuni si giustificano affermando che mancano i fondi per poter intervenire, è giusto che i cittadini sappiano che non è vero e che i nostri amministratori vi stanno mentendo, perché dal 2012 sono nella disponibilità della Provincia di Foggia € 4.175.200,00 per la realizzazione di reti di monitoraggio ambientale in accordo con ARPA Puglia.

Questi fondi impegnati, non sono mai stati spesi e rischiano di ritornare in Regione.

Pertanto, dato che in termini di tecnologie non c’è niente di risolutivo, noi firmatari abbiamo proposto di utilizzare il “sistema odortel” (sistema telefonico per digitalizzare le chiamate di un gruppo selezionato di cittadini). Questo sistema è stato già sperimentato con successo a Taranto e attualmente sta dando importanti risultati. Inoltre, sarebbe un metodo per favorire il coinvolgimento dei cittadini nella difesa di un bene primario quale la salubrità dell’aria, oltre ovviamente a dare la possibilità di un posto di lavoro a disoccupati nel campo della prevenzione ambientale. Tale sistema si integrerebbe con attività di monitoraggio a confine, sia di sostanze specifiche di classi di composti (VOC, Composti Organici Volatili, in particolare) che di sistemi di campionamento (tipo odorprep) delle masse d’aria interessate, nei momenti di percezione della popolazione, da portare in laboratorio per l’analisi in olfattometria dinamica.

Insomma, abbiamo i fondi e la tecnologia disponibile, cosa aspettiamo per passare dalle parole ai fatti?

La molestia olfattiva è nondimeno da considerarsi una forma di inquinamento che può causare pesanti disagi per la qualità della vita e per l’ambiente ed ormai è consolidato l’orientamento giurisprudenziale che riconduce tale tipo di molestie al reato previsto dalla parte seconda dell’articolo 674, codice penale getto pericoloso di cose” che punisce “chiunque getta o versa, in un luogo di pubblico transito o in un luogo privato ma di comune o di altrui uso, cose atte a offendere o imbrattare o molestare persone, ovvero, nei casi non consentiti dalla legge, provoca emissioni di gas, di vapori o di fumo, atti a cagionare tali effetti.”

Inoltre, facciamo presente ai nostri politici che una recente sentenza della Corte di Cassazione (sent. Cass. pen sez 3. num 12019 del 10 febbraio 2015) afferma che il reato di cui all’art. 674 del Codice penale è configurabile anche in presenza di “molestie olfattive”.

In riferimento alla sentenza è utile sottolineare che essa ha riconosciuto che nelle situazioni in cui non è possibile determinare strumentalmente in modo obiettivo l’intensità delle emissioni odorigene, la molestia olfattiva possa non esser “accertata” in via scientifica e “il giudizio sull’esistenza e sulla non tollerabilità delle emissioni odorigene si può basare sulle dichiarazioni di testimoni”.

Ora la ricetta l’avete, chi di competenza si attivi prima che questi soldi diventino solo un ricordo e come già successo in passato in altre occasioni vengano ritirati per inutilizzo … Citando A. Huxley: I fatti non cessano di esistere solo perché noi li ignoriamo”

i Consiglieri Comunali di Alternativa Libera
Rizzi, Cislaghi, Sciagura, Gentile

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