L’Adriatico minacciato dalle trivellazioni

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Trivelle-petrolioAncora una volta l’Adriatico si trova contro la minaccia, ogni giorno più concreta, delle trivellazioni. E’ del 22 dicembre, infatti, il decreto con il quale il governo autorizza le ricerche petrolifere al largo delle isole Tremiti, nel Parco nazionale del Gargano, andando inevitabilmente ad intaccare l’equilibrio e la biodiversità che le caratterizzano.

Per circa 2000€ l’anno, che la Petrolceltic dovrà versare allo Stato, viene svenduta l’ennesima area a chi ha interesse esclusivamente nel profitto ed evidentemente non ne ha alcuno nella tutela dell’ambiente.

Queste si vanno ad aggiungere ai permessi già rilasciati alla “Northern Petroleum” per le prospezioni per la ricerca di petrolio a largo della costa tra Bari e Brindisi, alla “Petroleum Geo-Services Asia Pacific” un’area che si estende invece per tutto il largo della costa adriatica pugliese dalle Tremiti alla costa del sud-salento, all’ “ENEL Longanesi Developments S.r.l.” la concessione per la ricerca di “accumuli di idrocarburi gassosi nel sottosuolo marino, nell’area ubicata nel Golfo di Taranto ad una distanza minima dalla costa pari a 35 km.”

Si continua quindi ad ignorare la volontà di migliaia di cittadini, scesi più volte in piazza negli ultimi anni con numeri inediti, nonché di 10 Regioni, espressesi in maniera compatta contro il rilascio di autorizzazioni per le prospezioni in mare, per i danni che queste comporterebbero sul piano ambientale e turistico.

Le vicende delle ultime settimane, con il governo che ha tentato di arginare alcuni quesiti referendari e la Cassazione che ha evidenziato questo comportamento, dimostrano la perseveranza dell’Esecutivo nell’escludere i cittadini dai processi decisionali.
“Riteniamo inaccettabile che ancora una volta si proceda in maniera totalmente antidemocratica, sottraendo ogni possibilità di incisione alle popolazioni che vivono i territori interessati e non sono disposti a vederli svenduti in nome del profitto, in un’ottica dichiaratamente neoliberista di subordinazione dell’interesse collettivo agli interessi di pochi.” dichiara Giovanni Schena, responsabile per le tematiche ambientali per la Rete della Conoscenza Puglia. “Come Rete della Conoscenza resteremo in prima linea nel rivendicare un modello di sviluppo radicalmente diverso, che guardi alla salute delle persone e alla salvaguardia dell’ambiente, ripartendo dai luoghi della formazione e dalla ricerca per la costruzione di un’alternativa.”

Rete della Conoscenza Puglia
Bari, Via Marchese di Montrone, 80

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