Green Road ad Ecomondo, dall’innovazione sociale alla risposta economico-produttiva per l’area Jonica

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ecomondo2014Anche quest’anno il Gal Colline Joniche è presente ad Ecomondo 2014, grande appuntamento fieristico internazionale dedicato alle principali strategie della green economy nelle sue varie declinazioni che si concluderà alla Fiera di Rimini il prossimo 8 novembre.

Dallo scorso anno il Gal coglie l’opportunità di questo evento per proporre il modello Green Road, con l’obiettivo di sviluppare l’area rurale presente negli  11 comuni Jonici: Grottaglie, Carosimo, Crispiano, Faggiano, Monteiasi, Montemesola, Monteparano, Pulsano, Roccaforzata, San Giorgio e Statte al fine di creare buone prassi di sostenibilità ambientale, sociale, culturale ed economica, promuovendo così un processo che guarda al territorio come giacimento di risorse da valorizzare. Un progetto aggregativo- afferma il Presidente Antonio Prota- in cui tutti gli attori coinvolti credono nello sviluppo territoriale sostenibile e dove il contado resiste e contrasta il fenomeno delle Ghost-City in ottica Smart Land.

Il percorso GreenRoad con la sua traccia di innovazione sociale e culturale potrà essere visionato nel pad B7 di Città Sostenibile della Fiera di Rimini, come una mappa di buone pratiche che il GAL Colline Joniche è riuscito ad innescare sul fronte pubblico e privato.

Come afferma il Consigliere del Cda del Gal Luca Lazzaro Green Road e’ un modello di sviluppo integrato che partendo dalla multifunzionalità delle aziende agricole perseguita dai fondi strutturali per lo sviluppo guarda al turismo rurale come driver strategico.”Sono infatti sempre più le imprese che puntano con decisione in direzione del Green elemento trasversale in grado di generare innovazione, di migliorare la competitività e di rilanciare l’occupazione” com’è emerso negli Stati Generali della Green Economy.

Noi cerchiamo di attuare questo principio – sottolinea ancora il presidente del GAL – attraverso il progetto Greenroad poiche nella crisi a circuito integrale del modello capitalistico fordista di Taranto e della sua economia, forniamo una visione partecipata e sviluppata con la metodologia del botton-up. In ottica di sicurezza alimentare, inoltre, il progetto mira a tutelare la biodiversità ancora ricca e presente in area ionica, attraverso la rete di agricoltori da sempre custodi del patrimonio territoriale.

Abbiamo bisogno di innovazioni da sperimentare ed applicare – termina Prota – e per questo pensiamo di confrontarsi con tutti gli altri soggetti presenti in questa realtà così importante, perché a noi sembra chiaro che non si esce dalla crisi ambientale con gli stessi strumenti che hanno contribuito a crearla.

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