L’Università di Foggia non cambia rotta, no a improvvisazione su nuovi Corsi di Laurea

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UniFoggiaIn base a parametri ministeriali favorevoli, e alla disponibilità di docenti a essere impiegati in nuovi percorsi didattici e scientifici, l’Università di Foggia è nelle condizioni di istituire un nuovo corso di laurea nell’anno accademico 2015/16 e molto probabilmente altri due nell’anno accademico 2016/17. Tuttavia gli eventuali nuovi corsi dovranno innanzi tutto rispettare i parametri di sostenibilità imposti dagli ordinamenti in vigore, in secondo luogo essere sottoposti al vaglio del CURC (Comitato universitario regionale di coordinamento), dell’ANVUR (Agenzia nazionale di valutazione del sistema universitario e della ricerca), quindi alla definitiva approvazione del MIUR (Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca scientifica) prima di diventare parte integrante della nuova Offerta formativa dell’Ateneo.

A tal proposito, circa l’eventualità di istituire nuovi corsi di laurea all’Università di Foggia, il Rettore prof. Maurizio Ricci osserva: «Fanno molto piacere sia il dibattito sociale sia l’attenzione del territorio sull’argomento: tuttavia una Università veramente seria e moderna non assume decisioni né per mozioni affettive né per raccolta di firme. Iniziative, lo ribadisco, socialmente e culturalmente encomiabili, che però non rispecchiano procedure e percorsi logici che portano alla richiesta e quindi all’eventuale istituzione di un nuovo corso di laurea. Si prendano, ad esempio, le iniziative popolari in corso per la richiesta di istituzione di un corso di laurea in Ingegneria civile: anche volendo ignorare per un istante i problemi logistici che inevitabilmente ci troveremmo ad affrontare, rilevo che tutte le statistiche ministeriali e tutte le indagini socio-occupazionali effettuate negli ultimi dieci anni evidenziano che si tratta di uno dei corsi di laurea con un progressivo e sensibile calo degli studenti. Per altro verso, alcuni corsi di laurea in ambito umanistico potrebbero rappresentare, così come accade in quasi tutte le Università italiane, un percorso impervio specie sotto l’aspetto degli sbocchi occupazionali. In questi giorni valuteremo, insieme con i proponenti e con i Direttori di Dipartimento, le proposte di attivazione dei nuovi corsi di laurea che perverranno, precisando che prenderemo in considerazione unicamente requisiti didattici e scientifici, sostenibilità economica e numero dei docenti da incardinare nel corso di laurea (così come prescrive la normativa ministeriale), eventuale futuro della nostra proposta e capacità di attrarre studenti anche extra regionali. Si tratta di vincoli imprescindibili, poiché una testimonianza diretta del fatto che è con questi parametri che bisogna fare i conti potrebbe essere resa proprio dal caso dei due nostri corsi di laurea in Archeologia e Operatore giuridico della pubblica amministrazione, chiusi poiché sostanzialmente privi del numero di studenti necessario al soddisfacimento dei requisiti minimi ministeriali, non certo per un’iniziativa individuale ma per scongiurare una formale bocciatura dell’Offerta formativa del nostro Ateneo. Siamo l’Università pugliese che perde meno studenti in un momento drammatico per quasi tutte le istituzioni accademiche dell’intero Paese, la direttrice che ci siamo dati resterà quella di un Ateneo proiettato verso lauree scientificamente e didatticamente ineccepibili, ma anche spendibili nel mercato del lavoro così come verificheranno direttamente MIUR, ANVUR e CURC nel rilasciare il proprio consenso al varo di eventuali nuovi corsi di laurea. Operiamo in Capitanata, la nostra sede è Foggia ma accogliamo studenti prevalentemente da otto province limitrofe: faremmo demagogia se promettessimo agli studenti un futuro radioso in comparti professionali per i quali non c’è una reale richiesta di impiego da parte di pubbliche amministrazioni e soggetti privati. L’Università di Foggia, nel pieno rispetto delle peculiarità del territorio ma anche dei dettami ministeriali, se vi saranno le condizioni istituirà nuovi corsi di laurea che non rispondano a nessun altro principio che non sia quello della formazione scientifica e professionale di altissimo profilo, nella speranza di garantire ai nostri giovani concretezza e sbocchi occupazionali. Non illusioni e demagogia».

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