Confesercenti Foggia: c’è bisogno di potenziare la lotta alla criminalità

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criminalitacarcereL’ombra della mafia turba ancora la vita socio-economica di Foggia. Uno spettro inquietante, di quelli che non lasciano spazi a dubbi e false interpretazioni: la malavita organizzata c’è ed alza il tiro. I numerosi arresti operati nell’ultimo anno di attività dai Ros e dal Comando Provinciale di Foggia dell’Arma dei Carabinieri guidati dal Ten. Col. Basilicata, e dalla Polizia, con il coordinamento della Procura di Bari e della Direzione Nazionale Antimafia confermano che il tessuto criminale della città è più che mai vivo, pronto a minare e contagiare la comunità.
«Gli attentati dinamitardi verificatisi a Foggia nelle ultime ore – commenta Carlo Simone, presidente provinciale di Confesercenti – sembrano quasi una risposta alle Istituzioni considerata la recente visita della Commissione antimafia e le osservazioni della presidente Rosy Bindi che hanno confermato la preoccupazione per la recrudescenza  dell’azione criminale nella nostra provincia.  I fatti  dimostrano che lo Stato c’è e reagisce ma non va dimenticato che la malavita ha tanti tentacoli, pronti a prendere il posto di quelli recisi. Non bisogna dunque abbassare la guardia: aziende e negozi vivono la paura del racket, lo spettro di pressioni malavitose che di fatto rendono più difficile il momento che viviamo». L’impegno delle forze dell’ordine – prosegue Confesercenti – e della magistratura è importante per un cammino ancora lungo e difficile affinché il capoluogo venga bonificato da presenze e attività illegali. Lo chiedono la Città, il territorio e chi produce  e  lavora. «Noi facciamo la nostra parte –  conclude il Presidente Confesercenti -: mettiamo a disposizione delle vittime il numero verde di SOS Impresa per denunciare i malavitosi, affianchiamo e supportiamo le vittime nei processi e le assistiamo aiutandoli a proseguire la propria attività, l’azione di prevenzione e repressione in questa difficile situazione deve essere garantita con interventi straordinari dello  Stato».

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