Confimprese: il Governo dichiari lo stato di calamità naturale per il Turismo Italiano

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turismo2“Deflazione, maltempo, calo generale dei consumi, nubifragi e allagamenti che hanno colpito duramente intere aree del paese, tasse di soggiorno, disoccupazione giovanile in aumento rispetto al 2013,  paesi concorrenti che sottraggono all’Italia importanti segmenti di mercato, maglie burocratiche che non accennano ad allentarsi: eccoli gli elementi che hanno contribuito a non far sorridere tutti i lavoratori del turismo Italiano in questa estate da dimenticare.

Per questo motivo siamo convinti che ci siano tutti i presupposti affinchè il Governo dichiari lo stato di calamità naturale per il Turismo Italiano apportando al più presto degli aiuti concreti ad uno dei settori maggiormente strategici della nostra economia e che può contribuire, nell’immediato, ad assorbire i giovani in cerca di occupazione”

Sappiamo che Renzi – prosegue la nota – è stato sempre molto sensibile alle tematiche legate al Turismo sin da quando era sindaco di Firenze e capirà la nostra richiesta”.

La proposta, alla vigilia di Ferragosto, arriva dal Presidente di Confimprese Turismo Italia Giuseppe Sarnella, “da Nord a Sud – prosegue la nota di Confimprese Turismo Italia – i  nostri associati registrano segni meno per quanto riguarda prenotazioni, soggiorni, arrivi e consumi.  Il tutto mentre località come Formentera ed Ibiza continuano a registrare l’over booking.

“Renzi – prosegue la nota – è stato sempre molto sensibile alle tematiche legate al Turismo sin da quando era sindaco di Firenze e capirà la nostra richiesta”.

“Mancano ancora statistiche ufficiali per il mese di Agosto, ma non abbiamo bisogno che qualche centro studi le pubblichi per capire che l’Estate 2014 è andata. Nessuno dei nostri 60mila associati oggi ha motivi per sorridere.  Chiediamo a questo punto, e lo facciamo in maniera ufficiale, che il Governo prenda di petto la situazione e dichiari lo stato di calamità naturale per quello che è uno dei settori fondamentali della nostra economia. Il Governo può iniziare riducendo l’Iva sul comparto turistico, oggi al 10%, portandolo a livello di Francia e Spagna che sono i nostri principali competitor”, spiega Sarnella.

“Senza entrare nella necessità, anch’essa urgente, di rendere meno rigide le maglie della burocrazia che rallentano anche le migliori intenzioni del miglior imprenditore, o di ridurre sensibilmente il costo del lavoro attraverso la riduzione del cuneo fiscale, soluzioni per le quali sono necessari mesi di lavoro e un intenso percorso parlamentare, la riduzione dell’Iva può essere ottenuta inizialmente anche attraverso un veloce decreto legge e porterebbe immediati benefici al comparto turistico italiano, oggi in una drammatico stato di agonia e sofferenza“, conclude la nota di Confimprese Turismo.

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