Il Dott Luigi Ruberto, Segretario Cittadino udc di Rocchetta Sant’Antonio e componente della direzione provinciale dello stesso partito della Nazione, con delega alle energie pulite, chiede ai sindaci dei monti Dauni, di non svendere il territorio. Se l’eolico è una manna dal cielo per le società, altrettanto non è per i cittadini ed i comuni. Di fatti in molti comuni, si continua a pagare la tarsu, la bolletta elettrica, queste entrate straordinarie nelle casse comunali non stanno portando sviluppo e detassazione locale nelle municipalità, ma solo semplici speculazioni finanziarie per le grandi holding.
I comuni incassano da quattordicimila a ventimila euro annui per ogni macchina da due mw, mentre per i privati soltanto somme irrisorie che non superano i novemila euro, con la sostanziale differenza che i Comuni in quanto persone giuridiche non sono soggetti a tassazione locale, mentre i privati devono pagare sulle somme elargite dalle società le imposte dovute.
Si comprende dunque l’iniquità contrattuale, cui sono assoggettati i contadini, i quali danno in locazione un suolo industriale su cui le società eoliche per ogni macchina da due mw fatturano oltre un milione e mezzo di euro, dando in cambio ai comuni e ai privati solo le briciole.
Si badi che ogni kw viene pagato alle società 0,30 centesimi,e ogni macchina lavora da 2500 a 3000 ore di produzione annua,come minimo, moltiplicando le ore di lavoro per la potenza della macchina eolica di 2000 kw di potenza si ottengono i guadagni lordi per ogni macchina eolica da 2 mw. E’ necessario che i comuni e i Sindaci si facciano promotori di delibere di indirizzo in cui si possano intendere a grandi linee il valore di equità contrattuale che deve sussistere tra comuni,società,privati, e cittadini residenti i quali devono avere dei benefici diretti in termini di servizi alla persona, in termini di occupazione, in termini di detassazione comunale.
Continuare con politiche campanilistiche selvagge non porterà sviluppo economico, ne benefici al territorio, a riguardo, il presidente della Regione, il presidente della provincia,e i sindaci invasi da parchi eolici dovrebbero fare un’accurata riflessione politica ed anche economica.
Sarebbe molto più saggio rilanciare il minieolico e il fotovoltaico, legando la concessione a costruire parchi eolici o fotovoltaici alla residenza nel comune o nell’area provinciale per il soggetto proponente, per avere un ritorno economico e di gettito anche fiscale nel luogo fisico in cui c’è la ubicazione sociale della società o del soggetto proponente e dell’impianto industriale.
Continuando nella direzione intrapresa, non ci saranno come non ci sono se non in minima parte per i comuni che hanno chiuso con le società condizioni contrattuali discrete, dei veri vantaggi sociali, sia in termini occupazionali, che in termini di indotto produttivo, nè in favore delle comunità in cui ricadono tali impianti industriali, né per le economie adiacenti.
Un dato dunque scientifico appare evidente, la sproporzione tra l’alto impatto ambientale che l’intera provincia sta pagando, e le utilità presunte che il territorio sta avendo.
E’ necessario legare in maniera chiara, ed io direi per legge regionale, la concessione di impianti eolici per i comuni, all’utilizzo per fini sociali delle royalties che i comuni ricevono, come la detassazione locale, creando zone franche per promuovere lo sviluppo,incrementare il servizio al cittadino e promuovere le economie locali con appositi progetti presentati dai comuni in regione in cui gli stessi enti, si impegnino a realizzare tali progetti con i fondi provenienti dalle convenzioni sulle rinnovabili, questo si sarebbe un modo rinnovato di amministrare.
Tutto il resto è noia, o meglio pastoie.