In merito all’articolo apparso sulla Gazzetta del Mezzogiorno giovedì 8 luglio 2010, in cui si punta il dito contro ‘atteggiamenti di disattenzione e disaffezione’ nei confronti della nostra struttura ospedaliera, come sindaco sento il dovere di intervenire in merito.
Innanzitutto l’addebito di scarsa attenzione da parte della Direzione Generale rispetto alle problematiche dell’Ospedale ‘San Camillo de Lellis’ di Manfredonia va respinto integralmente.
Faccio riferimento agli sforzi sostenuti per dotare la struttura di un nuovo e moderno Laboratorio Analisi, per riattivare il Servizio Psichiatrico Diagnosi e Cura con un reparto completamente rinnovato, e per implementare il Servizio trasfusionale, di cui Manfredonia era sprovvista.
Inoltre, con i fondi di bilancio 2010, si provvederà a restaurare la facciata e ad acquistare nuovi arredi e attrezzature per le farmacie Ospedaliera e Territoriale, che verranno ubicate nel seminterrato del nuovo plesso.
Riguardo alle contestazioni mosse nell’articolo, poi, occorre tener presente che i lavori vanno a rilento perché riguardano strutture in cui è prioritario garantire continuità all’erogazione delle prestazioni sanitarie. Spesso, infatti, prima di dare inizio ad alcune categorie di opere, è indispensabile trasferire altrove le funzioni sanitarie erogate nei locali da ristrutturare: questo significa il trasferimento di interi reparti, o comunque delle funzioni, con tempi aggiuntivi rispetto a quelli già previsti per i lavori.
Nel merito specifico dell’articolo, ho incontrato il direttore generale dell’ASL FG, Ruggiero Castrignanò, e l’ingegnere Manfrini, che sta seguendo i lavori: posso, pertanto, riferire che i lavori del nuovo plesso destinato a Comparto Operatorio, Area Parto e Pronto Soccorso sono ormai in via di ultimazione. L’innegabile lentezza esecutiva deriva, purtroppo, dalla concomitanza dell’intervento, dell’importo di circa 2 milioni di euro, con la ristrutturazione del plesso esistente, anche questo del valore di circa 2 milioni di euro. Contrariamente a quanto asserito dall’articolo, per assicurare continuità alle attività sanitarie, si è dovuto procedere alla consegna del locali per lotti: allo stato attuale, risultano ancora da consegnare i locali da adibire agli ambulatori chirurgici.
Questo ha prodotto inevitabili ritardi sia nell’esecuzione, sia nella consegna dei locali.
Inoltre, l’intera operazione ha subito una variante in corso d’opera, grazie alla quale è stato possibile ricavare ulteriori locali nel piano seminterrato, in cui ha trovato sistemazione un moderno impianto di sterilizzazione e dove saranno allocate, come detto prima, le farmacie ospedaliera e territoriale, che adesso sono situate al di fuori del plesso centrale, con tutti i disagi che ne derivano per l’approvvigionamento dei farmaci da parte dei servizi.
Ovviamente l’acquisizione delle autorizzazioni necessarie alla variante da parte degli organismi competenti ha causato ulteriori ritardi nell’esecuzione dei lavori.
Quanto agli ascensori, occorre precisare che non erano previsti nel progetto di ampliamento non per dimenticanza da parte dei progettisti, o per disattenzione dell’ASL nella valutazione del progetto, ma semplicemente perché erano già compresi nel piano di ristrutturazione del corpo centrale, a cui strutturalmente sono legati.
Il direttore generale Castrignanò ha, comunque, colto l’occasione per precisare che, indipendentemente da queste motivazioni, per i ritardi non giustificati si sta procedendo in danno delle imprese esecutrici, con l’applicazione delle penali previste nel contratto.
Il sindaco di Manfredonia
Angelo Riccardi