
Da oltre un secolo, i premi Nobel sono assegnati a coloro che si sono distinti nei campi della fisica, della chimica, della medicina, dell’economia, della letteratura e della pace.
Tra i premiati illustri per meriti scientifici, come non ricordare Guglielmo Marconi (per gli esperimenti di trasmissioni radio transoceaniche), Marie Curie (per la scoperta del radio e del plutonio) ed Einstein (per le sue rivoluzionarie teorie).
Ma cosa rende questi premi tanto più importanti ed ambiti di tutti gli altri?
Sicuramente la cerimonia di premiazione, elegante e sfarzosa. Ma anche l’aura di mistero che li circonda, considerata l’assoluta segretezza con cui vengono prese le decisioni sui Nobel. E, non ultimo, l’importo dei singoli premi (mediamente sul milione di euro).
Per tanta generosità, i premiati devono ringraziare Alfred Nobel, chimico e industriale svedese che, sul finire dell’Ottocento, divenne ricco (molto ricco) e famoso (molto famoso) con la scoperta della dinamite. Oltre che chimico, Alfred Nobel era anche inventore, con più di 350 brevetti per le cose più svariate, dalla seta artificiale alla pellicola cinematografica. Trovava il tempo per occuparsi anche di medicina, della pace nel mondo e per scrivere poesie.
Non essendosi sposato, lasciò ai parenti un milione di corone svedesi. Il resto, per un valore di 33,2 milioni di corone, pari a circa un miliardo di corone di oggi (equivalenti a oltre cento milioni di euro), secondo il suo testamento, doveva essere investito in titoli sicuri e i proventi divisi annualmente in premi da conferire a persone che si fossero «prodigate per il benessere dell’umanità».
Per oltre un anno, i familiari di Alfred Nobel impugnarono il testamento, cercando di ottenere tutto il denaro per loro. Per giunta, le autorevoli istituzioni designate ad amministrare i premi non erano intenzionate ad assumersene la responsabilità.
Per sbloccare la situazione, dovette intervenire – pensate un po’ – il ministro della Giustizia svedese. Fu, quindi, istituita la Fondazione Nobel, quale legataria ed amministratrice del patrimonio. Nel 1901, nascevano finalmente i premi Nobel.
Alfred Nobel aveva auspicato che i vincitori del premio destinassero il denaro alla ricerca scientifica. Alcuni lo fanno, ma tanti preferiscono fare di quei soldi un uso personale. Einstein, per esempio, li versò alla prima moglie a saldo parziale dell’accordo per il divorzio.
Insieme ai soldi arriva un’immediata celebrità mondiale. Il Nobel è, infatti, un premio che procura incarichi migliori e ulteriori onori. In Inghilterra il Nobel aiuta a conseguire il titolo di baronetto, mentre in Italia si può diventare senatori a vita.
Come disse un direttore esecutivo della Fondazione Nobel, il barone Stig Ramel, «il premio Nobel è come una chiave d’oro. L’oro la rende preziosa. Ma il vero valore del premio sta nella sua facoltà di aprire al vincitore tante altre porte».
Se Alfred Nobel avesse saputo di questa effimera facoltà attribuita al suo premio, probabilmente avrebbe lasciato tutto il suo patrimonio ai suoi parenti !
Alfonso Masselli