
Si parla tanto, in questi giorni, di una nuova "stangata" e di manovre correttive alla finanziaria perchè mancano i soldi. Sicuramente, proprio per non gravare sulle tasche dei poveri italiani, ci saranno nuovi tagli che coinvolgeranno la sanità, i trasporti e la ricerca (anzi per dirla davvero tutta non è più possibile effettuare tagli alla ricerca, visto che sono stati azzerati i fondi per il rientro dei cervelli).
In Italia mancano i fondi, ma ogni anno lo Stato finanzia l'editoria per 700 milioni di Euro, così come ci ha fatto vedere l'inchiesta effettuata dalla trasmissione "Report" di Rai3 che può essere rivista collegandosi al seguente indirizzo www.media.rai.it/mpmedia/0,,report%5E3821,00.html.
La maggior parte di questi finanziamenti serve a pagare la carta e la distribuzione dei giornali quando si potrebbe, ricorrendo ad Internet, risparmiare ed evitare che sia sprecata carta inutilmente. Oltretutto la grande rete offre infinite possibilità e dà voce a chiunque abbia qualcosa di interessante da proporre, al di là degli interessi economici e di partito.
Gli incentivi per le connessioni, però, non devono essere profusi così come è stato fatto di recente quando, al grido di "abbattiamo il digital-divide" i ministri delle telecomunicazioni hanno assegnato ad alcuni operatori fondi in maniera indiscriminata rendendo non un servizio alla cittadinanza, che, in alcuni casi, si è vista attribuire una linea ADSL senza averne fatto richiesta e che, ancora oggi, dopo mesi e mesi ancora aspetta che la linea sia eliminata per poter sottoscrivere l'abbonamento con altri provider diversi da Telecom Italia, ma hanno di fatto aiutato una serie aziende (sempre le solite) i cui manager si dicono "liberisti" e per la libera concorrenza (facile per chi prende soldi pubblici...).
Attualmente il costo dell'ADSL in Italia è il più alto d'Europa e, come se non bastasse, alcune zone non sono ancora coperte (vedi le continue rimostranze fatte dai paesi del subappennino dauno). Un accesso all'informazione libero e poco costoso è necessario per lo sviluppo culturale ed economico di un Paese come il nostro che "dice" di voler riprendere a correre.
A tal proposito Charles Herisson e Nicola Brusco hanno messo su una petizione che può essere sottoscritta sul web all'indizzo www.petizione.info. Nella petizione si chiede al governo di ridurre del 50% il finanziamento all'editoria e investire i restanti 350 milioni di euro per un fondo a sostegno della diffusione dell'accesso a Internet che permetta di estendere la copertura della banda larga alle zone non raggiunte, oltre a fornire un contributo che faccia abbassaer le tariffe dei collegamenti ADSL.