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21.03.2008
PER SPAM E PISHING NESSUN RIMEDIO ?
Gli utenti sempre più infastiditi si domandano perchè nessuno agisce

E' sempre più critica la situazione dello SPAM e del Pishing nel nostro paese. Attualmente siamo arrivati a livello "Arancione" e, nonostante filtri bayesiani e quant'altro non si riesce a venire a capo di un problema che sta mettendo a rischio l'intero servizio di posta elettronica. Nessun filtro sembra essere efficiente per più di un giorno perchè gli spammer utilizzano ogni volta nuove connessioni e nuove strategie per eluderli e vanificare il lavoro dei sistemi messi su per arginare il problema. Ogni giorno ci arrivano centinaia di e-mail che ci fanno, di volta in volta, vincere soldi, ci avvisano su problemi di sicurezza ed altre diavolerie del genere. La cosa che più stupisce è che uno dei domini più utilizzato è quello delle Poste che ha al suo interno un nucleo di polizia, appunto la Polizia Postale, che dovrebbe controllare ciò che succede nella rete e beccare chi utilizza Internet per fini illeciti.
Il problema è che nessuno capisce quale sia lo scopo di queste e-mail visto che nessuno (o quasi) ormai ci casca più, l'unica cosa che si può registrare è un incremento della banda Internet consumata per far transitare tutte queste e-mail e il tempo che si perde ogni giorno per scaricare e cancellare questo flusso continuo e inarrestabile di inutili oggetti. Intanto la colpa (e i costi) ricade sempre e solamente sui fornitori dei servizi di posta che non solo sono costretti a subire perdite economiche a causa di una richiesta di banda sempre più elevata, ma devono anche beccarsi l'incazzatura dei propri utenti.
Ecco cosa ci ha scritto un utente (uno dei tanti), ormai avvilito da questo problema:
"Sono mesi che ricevo quasi quotidianamente simili "avvisi" oltre da POSTE ITALIANE anche dalle banche più note (INTESA - UNICREDIT - BANCO DI ROMA ecc). La guardia di finanza o le nostre autorità preposte evidentemente dormono... se si trattasse una qualche violazione di "copyright" con conseguenti sanzioni pesanti per noi italiani, si sarebbero mosse subito! Io ho dovuto arrampicarmi sul muro per congegnare un filtro (sempre diverso in quanto i mittenti sono "dinamici") per filtrare, almeno in parte, una piaga che mi fa perdere tempo e efficienza ogni giorno.  W L'ITALIA! "
Eppure la faccenda si potrebbe risolvere abbastanza velocemente: visto che gli indirizzi dei collegamenti da cui provengono queste e-mail sono dinamici (quindi si tratta di ADSL private o connessioni via modem), perchè non si obbligano i provider proprietari di questi indirizzi di verificare l'utenza che invia e-mail a catena bloccando l'accesso di quel computer che, probabilemente, ha un virus a bordo di quelli che installano un server mail?
Già questo limiterebbe di molto la presenza di queste e-mail, ma se poi costringessero a registrare i server di posta elettronica presso una Authority (p.es. il nic che già mantiene i nomi a dominio), ogni server "abusivo" potrebbe essere subito rintracciato e messo a tacere.
Purtroppo non ci sono segnali che ci dicono che qualcuno stia cercando di risolvere questo problema in maniera definitiva e intanto, anche se gli utenti della rete continuano a segnalare agli organi competenti questi illeciti, nessuno sa come procedere. A noi non resterà che attendere la completa disfatta di questo servizio indispensabile per tutti.


Matteo Tricarico
direttore@capitanata.it
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