GLI AGRICOLTORI DELLA PEDEGARGANICA IN RIVOLTA
Cresce l'onda di protesta del mondo agricolo
Gli agricoltori della fascia pedegarganica si dichiarano in agitazione dopo lo sciopero generale del 3 novembre scorso e in attesa del prossimo sit-in del 18 novembre a Foggia. Lo dichiara Giosuè Del Vecchio, giovane imprenditore agricolo di Rignano Garganico, in rappresentanza di un nutrito e chiassoso comitato di lotta di base.
L'agricoltura meridionale sta morendo, sepolta da montagne di debiti, colpita da losche speculazioni con importazioni selvagge, soffocata da prezzi di fame per i produttori di grano, uva, olive e ortaggi e prezzi sempre più cari per i consumatori, dimenticata dal Governo che nella finanziaria non prevede nessun intervento per l'agricoltura, trascurata dalla Regione Puglia che ha ritardato l'emanazione dei PSR e non emana alcun intervento di sostegno neanche per le calamità. Nell'incontro del 3 novembre a Foggia gli agricoltori dauni e garganici lo hanno urlato a gran voce, aggiungendo chiedendo una moratoria delle passività con sospensione delle debitorie e concessione dei mutui decennali a tasso zero con garanzia ISMEA, il premio de minimis per il crollo dei prezzi dei prodotti; contributi previdenziali ridotti alla media europea; la riduzione delle accise su carburanti agricoli; il finanziamento del Fondo di Solidarietà Nazionale; la declaratoria dello stato di calamità. "Queste le rivendicazioni dell'Agricoltura al Governo, alla Regione Puglia e all'Unione Europea - ricordavano le associazioni di categorie - per le quali decretiamo lo stato di agitazione permanente degli Agricoltori fino a quando non saranno accolte". Allo stato di agitazione, come ricorda lo stesso Del Vecchio, stanno aderendo in massa gli agricoltori rignanesi e della fascia pedegarganica, soffocati dai debiti, dalla mancanza di garanzie di lavoro e dallo stato disastroso in cui versano i canali, i torrenti e le arterie stradali pubbliche.
"Siamo pronti a clamorosi atti di protesta - conclude l'imprenditore rignanese - per far si che il Governo e la Regione Puglia finalmente ascoltino il nostro grido di disperazione e di rabbia. Siamo ormai allo spasmo e ci avviamo verso la morte dell'agricoltura locale".
A Del Vecchio fa eco Luigi Di Claudio, assessore all'agricoltura del Comune di Rignano: "l'agricoltura è la principale fonte di guadagno per più del 50% dei rignanesi e non deve morire, il mio assessorato e l'Amministrazione Comunale sono stati, sono e saranno sempre al fianco degli agricoltori; mi sono attivato in prima persona per far si che i giovani imprenditori sotto 40 anni accedessero ai fondi regionali Psr 2007-2013; so che non basta, ma è un piccolo passo in avanti". Di Claudio si è impegnato a fondo per la progettazione dell'acquedotto rurale in loclaità "Coppa del Vento", "Marana" ed altre località di campagna.
Come andrà a finire? Lo sapremo solo nei prossimi giorni.