I ragazzi di Torremaggiore dell’AGESCI verso San Rossore con altri 32000 giovani per confrontarsi sul coraggio

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routenazionaleagesciPer affrontare la sfida che porrà loro la Route Nazionale dell’AGESCI a San Rossore, in Toscana, che vedrà la partecipazione di oltre 30000 giovani dell’associazione provenienti da tutte le parti d’Italia, i ragazzi del Gruppo AGESCI Torremaggiore 2 hanno lavorato per tutto l’anno sul tema del Coraggio  per “liberare il futuro”. A questo punto hanno deciso di lavorare sulla loro città e sul contributo che essi possono dare a questo territorio. Ecco cosa ne è venuto fuori:

In un città dove la maggior parte dei cittadini non conosce e non vuole conoscere il territorio in cui vive, limitandosi solo a criticare ciò che non funziona, ci sono i ragazzi scout del Clan “Nuovi Orizzonti” del gruppo AGESCI Torremaggiore 2 che, dopo una fase di analisi effettuata in città, sono giunti alla conclusione che la mancanza di cultura da parte degli stessi cittadini di Torremaggiore determina un degrado del territorio che porta ad una carenza di senso di appartenenza e di orgoglio nell’ essere legati alla propria terra.

Partiti da quelli che possono essere i fallimenti più comuni in cui possono incappare i ragazzi della città, si è deciso di non vedere questi come un punto di arrivo, bensì come un punto di partenza per migliorare il presente e il futuro. Partendo dal presupposto che il futuro è nelle mani dei giovani, per ricominciare, hanno stabilito i rover e le scolte del gruppo Torremaggiore 2, c’è bisogno di riappropriarsi di quanto di bello e di buono c’è nella cultura del proprio territorio.

Ma, come agire e lasciare un’impronta?

Già da alcuni anni si assiste ad una fase di stagnazione dal punto di vista culturale, dove le iniziative risultano essere sempre uguali a sé stesse.

Proporre delle iniziative significa avere ben chiari quali siano gli obiettivi da raggiungere e come verificarli. Oggi, il sentire comune dei giovani, è il desiderio di allontanarsi dalla propria città ammaliati dall’idea che la situazione altrove sia migliore, senza neanche provare a vedere l’esistente e contribuire al cambiamento attraverso la propria azione e la propria “scelta di restare”. Accettare la sfida del restare non è cosa semplice, ma affascinante. Restare vuol dire essere parte viva di un processo di cambiamento.

<<Quando la strada non c’è, inventala!>>, seguendo le parole del fondatore dello scautismo Baden Powell, hanno provato a guardare la propria realtà con occhi più attenti. Si è andati alla ricerca di luoghi e persone che hanno dato e danno lustro al territorio. Ci si è chiesti se questa mancanza di conoscenza fosse comune anche agli altri, da qui è nata l’idea di organizzare “La settimana della cultura”.

Un’azione pensata per arricchire, unire alcuni aspetti che sono alla base della cultura in una settimana all’insegna del sapere, trattando temi, giocando e facendo giocare, come: la botanica, la storia, la lettura creativa, lo sport e lo scouting (l’arte di essere scout, di saper affrontare le difficoltà della quotidianità).

Ad oggi, purtroppo, le poche iniziative che vengono proposte sono organizzate da pochi individui e non coinvolgono né i giovani né la popolazione. Questa iniziativa vuole dimostrare che i giovani sono in grado di essere parte attiva del territorio.

I giovani dovrebbero essere resi protagonisti, se i giovani hanno il dovere di liberare il futuro, la società ha il dovere di lasciar loro spazio.

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