Costanzo Di Iorio: ci vuole una scossa per tutelare la salute dei torremaggioresi

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Il dott. Costanzo Di Iorio, Tenente Colonnello Medico dell’ Esercito Italiano, è stato Sindaco di Torremaggiore dal 22 maggio 2012 all’ 8 aprile 2015. L’Ufficiale Medico lancia un monito ai cittadini torremaggioresi : dobbiamo sensibilizzare tutti alla tutela della salute e alla creazione di un futuro sostenibile per le future generazioni. Dobbiamo aprirci all’agricoltura biodinamica.

Abbiamo perso oltre trenta anni ma ora dobbiamo cambiare visione.

Dottor Di Iorio, cosa intende quando dichiara che ci vuole una scossa per tutelare la salute dei torremaggioresi?

Quando ero Sindaco di Torremaggiore durante un incontro pubblico al Castello Ducale De Sangro misi in evidenza come il massiccio utilizzo della chimica in agricoltura doveva essere limitato e regolamentato. Fui linciato mediaticamente e fui lasciato solo a combattere questa battaglia.

Ho però proseguito come medico  anche dopo il mio mandato lo studio dei dati del Registro Tumori Puglia, e nel corso di questi anni ho altresì perso molti cari amici ed ho visto decimate intere famiglie, oggi credo che siano maturi i tempi per riproporre il tema, ed interrogarci a fondo su questo tema.

Quando era amministratore cosa stava pianificando di attuare per tutelare la salute dei torremaggioresi?

Avevo quasi ultimato la predisposizione di una ordinanza sulla regolamentazione dell’utilizzo dei pozzi artesiani e sulla tracciabilità dei prodotti chimici utilizzati in agricoltura. Ma il mandato finì prima della scadenza naturale e non se ne fece più nulla. Io volevo avviare con delle ordinanze la tutelare della salute dei miei cittadini, dopo avrei proposto altre analisi . Abbiamo dei vuoti normativi ma da qualche parte si doveva pur cominciare.

Oggi cosa si sente di proporre per studiare questo delicato tema?

Torremaggiore con la sua tradizione agricola può essere il motore di questa nuova fase. Propongo la istituzione locale di un gruppo di ricercatori indipendenti che analizzino tutti i terreni agricoli del nostro agro, partendo da quelli che vengono utilizzati per la produzione dell’ortofrutta.

Ecco la scossa che consiglierei:

– proporrei agli amministratori locali una ordinanza che regolamenti l’utilizzo dei pozzi artesiani di tutto l’agro;

– proporrei agli amministratori locali una ordinanza che regolamenti l’utilizzo dei fitofarmaci in tutto l’agro locale ;

– proporrei la creazione di una filiera produttiva per Torremaggiore certificata, e vedo con piacere la creazione del Made in Torremaggiore con eventi dedicati a partire da settembre;

– proporrei la creazione di una ulteriore commissione comunale ( con ingegneri e tecnici indipendenti) che vadano a monitorare le onde elettromagnetiche presenti nel territorio comunale;

– proporrei la creazione di una commissione comunale ( con medici ospedalieri e biologi) che si occupi di monitorare la salute dei nostri cittadini attraverso un accordo con i medici della mutua ed in linea con la Legge sulla Privacy; il tutto va inserito in un Registro Tumori Comunale da creare e da aggiornare su base trimestrale;

– proporrei il monitoraggio semestrale da parte dei medici della mutua sulla popolazione residente ( market anti tumorali e altri esami) e confronto con la commissione comunale da istituire;

Ma prima di qualunque cosa dobbiamo noi singoli cittadini cambiare mentalità. L’agricoltura biodinamica è una strada, quindi è opportuno educare i giovani agricoltori all’utilizzo esclusivo di concimi naturali. Devono limitare l’utilizzo della chimica, occorre perciò che gli operatori agricoli devono ripristinare i metodi sani dei nostri nonni.

 Cosa si sente di aggiungere su questo tema?

Credo che l’operazione Black Fire guidata dalla DDA di Bari ed eseguita dai militari dell’Arma in questi giorni ha riproposto nuovamente il tema dello smaltimento illecito dei rifiuti nella nostra zona, già da molti anni ampiamente sotto i riflettori da parte della Magistratura. I potenziali danni ambientali sono di difficile quantificazione per la salute della nostra comunità nel breve e nel lungo termine.

Occorre da parte di tutti una seria riflessione a partire da chi ha responsabilità di governo a tutti i livelli.  Spero di aver lanciato un monito che possa servire per avviare un confronto sereno per poter tutelare la salute dei nostri concittadini. Dobbiamo partire, non abbiamo più scuse.

Intervista realizzata da Michele Antonucci – Capitanata.it

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