La riforma del condominio, se ne parla a Foggia

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Modern housingLa Riforma del condominio sotto la lente d’ingrandimento. Sabato 12 aprile, alle 9, a Foggia, nell’aula magna della Facoltà di Giurisprudenza, in largo Papa Giovanni Paolo II, si terrà un incontro pubblico sul tema «Condominio 2014, presente e futuro. Amministrare dopo la riforma», organizzato dall’Associazione nazionale degli amministratori condominiali e immobiliari (Anaci) della provincia di Foggia, con il patrocinio dell’Ordine degli avvocati di Foggia, dell’Associazione italiana giovani avvocati (Aiga) di Foggia e del Cepi (European council of real estate professions).

Sono previsti i saluti di Guglielmo Diurno, presidente provinciale di Anaci, di Antonio De Giovanni, presidente regionale di Anaci, Antonio Ciarambino, presidente provinciale dell’Ordine degli avvocati, e Gianluca Guerrasio, presidente provinciale dell’Aiga.

Seguiranno gli interventi di Gaetano Mulonia, vicepresidente nazionale di Anaci e responsabile della Macro-zona Sud e isole, sulle modalità di nomina dell’amministratore in seguito all’entrata in vigore della legge 220/2012 (conosciuta come Riforma del condominio). Prenderà la parola, poi, Antonio Mele, direttore del Centro studi regionale di Anaci, per illustrare gli aspetti teorici e i problemi pratici inerenti al «Fondo speciale per i lavori straordinari, ex articolo 1135 del codice civile». Modera Giuseppe Di Gennaro, direttore del Centro studi provinciale di Anaci.

Per l’occasione, giungeranno in città, da tutta la Puglia, numerosi associati Anaci, la maggiore organizzazione di categoria. L’incontro, al quale sta lavorando da tempo la segreteria organizzativa, affidata ad Alessandro Lippari, è aperto a tutta la cittadinanza e agli iscritti all’associazione saranno riconosciuti i crediti formativi.

Le ultime novità legislative rappresentano dei piccoli, ma importanti passi in avanti che rendono la figura dell’amministratore più professionale. Questo non può che comportare una serie di ricadute positive, soprattutto nel Mezzogiorno.

La Riforma, infatti, ha previsto una serie di requisiti, in certi casi, molto stringenti per amministrare gli immobili. E’ del tutto evidente che il Legislatore, con questa ed altre norme, sia voluto intervenire a tutela dei condòmini e, indirettamente, ha «rafforzato» la figura dell’amministratore professionista.

Grazie alla legge sulle professioni non regolamentate, i professionisti possono vedersi riconosciuto, sotto il profilo giuridico, il proprio ruolo e la propria funzione all’interno del sistema economico e sociale. Il sistema duale delle professioni è finalmente legittimato e lo Stato riconosce tanto gli ordini quanto le associazioni professionali. In particolare, a queste ultime, affida il compito di valorizzare le competenze dei professionisti iscritti, attraverso il rilascio di un’attestazione di qualificazione professionale che agevoli i condòmini nella scelta del proprio amministratore.

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