TORREMAGGIORE: CONTINUA LA BEFFA IN AMBITO SANITÀ AL PUNTO DI PRIMO INTERVENTO, DA QUASI CINQUE MESI PROSEGUE LA PRESENZA DEI MEDICI H12 E SUL RESTO TUTTO TACE

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A Torremaggiore la beffa in ambito sanità tra pochi giorni raggiungerà il traguardo dei cinque mesi consecutivi. E’ infatti dal 23 dicembre 2017 che l’ASL FG ha disposto la sospensione dell’attività medica durante le ore notturne, ovvero dalle ore 20 alle 8 del mattino. Il provvedimento era stato giustificato da un problema di carenza di medici del Servizio Emergenza/Urgenza. Nel frattempo è partita a gennaio 2018 on line da Torremaggiore.Com una petizione per il ripristino immediato della presenza h24 del personale medico che ha raggiunto quota mille adesioni sulla piattaforma on line di Change.Org; il Consiglio Comunale di Torremaggiore in data 2 febbraio 2018 ha approvato all’unanimità un documento nel quale viene richiesto l’immediato ripristino del personale medico h24 a Torremaggiore e l’attuazione del Piano Sanità della Regione del 2015 che prevede l’attivazione di nuovi servizi e nuovi posti letto territoriali per arrivare a quota 54.

Agli inizi di aprile 2018 viene reso pubblico che la Regione Puglia targata Emiliano ha disposto entro il 30 aprile 2018 la chiusura dei 39 Punti di Primo Intervento presenti in tutto il territorio regionale. In Capitanata il provvedimento riguarda Vieste, Vico del Gargano, San Marco in Lamis e Torremggiore. Dato che Torremaggiore ha sempre superato le seimila prestazioni annue si legge nel comunicato della Regione che è prevista una postazione fissa con personale del 118 che sostituirà quello ospedaliero e che, a differenza di oggi, potrà garantire interventi anche al di fuori della postazione, pienamente integrati nel sistema 118.

 

Ad oggi 5 maggio 2018 NULLA E’ CAMBIATO

1. PROSEGUE IL DISAGIO PER LA CITTADINANZA NELLE ORE NOTTURNE ( 20-8) CHE CONTINUANO A NON AVERE A TORREMAGGIORE IL PERSONALE MEDICO, ANDANDO COSI’ DI FATTO A INTASARE LA RETE EMERGENZA/URGENZA DEI PRESIDI OSPEDALIERI DI SAN SEVERO, SAN GIOVANNI ROTONDO E FOGGIA;
2. NON E’ STATO ATTIVATO ALCUNCHE’ SUI NUOVI SERVIZI PREVISTI DALL’ULTIMO PIANO REGIONALE nei locali del PTA ( Presidio Territoriale di Assistenza) San Giacomo di Torremaggiore;
3. NON E’ STATA AD OGGI EFFETTUATA LA RICONVERSIONE DA PPI A PPIT ( PUNTO DI PRIMO INTERVENTO TERRITORIALE) COME PREVISTO DALLA DELIBERA REGIONALE.
4. STIAMO AD UN PASSO DAL PERIODO ESTIVO QUANDO LA POPOLAZIONE PRESENTE SUL TERRITORIO AUMENTA ED INVECE DI CONSOLIDARE E MAGARI AUMENTARE IL PERSONALE IN SERVIZIO COSA SI FA?
5. QUALCUNO CI VUOLE SPIEGARE PERCHE’ AD OGGI NEL P.P.I . DI MONTE SANT’ANGELO (FG) CHE NON ARRIVA A SEIMILA PRESTAZIONI ANNUE E’ PRESENTE IL PERSONALE MEDICO H24 MENTRE TORREMAGGIORE CONTINUA AD AVERE DA CINQUE MESI QUESTO DISAGIO CON UN BACINO DI UTENZA MAGGIORE E CON UN SUPERAMENTO DELLE SEIMILA PRESTAZIONI ANNUE DAL 2014 AD OGGI?

Il Punto di Primo Intervento di Torremaggiore ha sempre superato le seimila prestazioni annue richieste dal Ministero della Salute. Anche quando l’ASL FG ha dimezzato ad h12 la presenza del personale medico. Ma oggi il problema enorme resta il prosieguo del dimezzamento della presenza del personale medico che di fatto sta abbassando la statistica globale annua che può compromettere in futuro anche i servizi oggi presenti. Già nel 2016 il provvedimento che ha dimezzato il personale medico nel periodo estivo ha abbassato la statistica annua, come si evince dai numeri che seguono.
Il personale medico ed infermieristico del PPI di Torremaggiore svolge ed ha sempre svolto con grande competenza la gestione dei codici bianchi e verdi ( ma anche la gestione e la normalizzazione dei codici gialli e rossi) ed evita ed ha sempre evitato il sovraffollamento del Pronto Soccorso del Presidio Ospedaliero Masselli Mascia di San Severo ( distante 10 km) , degli Ospedali Riuniti di Foggia ( distante 45 km) e di Casa Sollievo della Sofferenza di San Giovanni Rotondo ( distante 42 km) già saturi per l’elevato bacino di utenza. Il ruolo di filtro realizzato dal presidio di Torremaggiore non può e non deve venire meno.
Basterebbe visionare sul Portale Puglia Salute l’afflusso in tempo reale alle strutture pubbliche dell’ASL FG per avere conferma di questo fatto.

Torremaggiore gestisce direttamente un bacino di utenza di oltre trentacinquemila persone ( include Torremaggiore e le realtà cittadine limitrofe: San Paolo di Civitate, Serracapriola, Chieuti, Casalvecchio di Puglia, Casalnuovo Monterotaro, Castelnuovo della Daunia ) e non ci si deve meravigliare se arrivano al PPI della città federiciana anche cittadini della vicina San Severo ed anche da Apricena e Sannicandro Garganico a causa degli elevati tempi di attesa al Masselli Mascia.

STATISTICHE ACCESSI AL PPI DI TORREMAGGIORE
2014 -> 6.220
2015 -> 6.785
2016 -> 6.502
2017 -> 6.056

Questa ultima delibera è figlia dello stesso metodo utilizzato dalla Giunta Vendola con atto unilaterale a dicembre 2010 quando disattivò 15 presidi ospedalieri in un colpo solo incluso Torremaggiore. All’epoca zero concertazione con i territori. Anche Emiliano non ha brillato in questo senso, anche lui non ha concertato alcunchè con i territori interessati dal provvedimento. Totale silenzio anche dai consiglieri regionali di maggioranza.

Se pensiamo che durante il Piano di Riordino Ospedaliero Fitto, l’allora governatore pugliese venne almeno personalmente in ogni singola città a spiegare il piano, oggi nel 2018 dalla sede regionale una classe dirigente impone piani ragionando solo sui numeri fregandosene altamente dei territori che servono solo durante le varie campagne elettorali. Hanno perso oramai ogni contatto con la realtà. Ma la popolazione non può restare a guardare. C’è necessità urgente di mobilitarsi per la salvaguardia del diritto alla salute dei cittadini dell’Alto Tavoliere che hanno già pagato in questi anni un prezzo alto in nome della spending review.

L’assurdità di questo provvedimento non ha limiti dato che la Regione Puglia nonostante il piano di contenimento dei costi e la chiusura di alcuni ospedali, da luglio 2017 ha aumentato i compensi dei dg passando dai 111 mila a 154.937 euro. I beneficiari di questo provvedimento sono i direttori generali, amministrativi e sanitari delle Asl pugliesi. A che gioco stiamo giocando?

 

Michele Antonucci

 

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