Domenica a Sant’Agata di Puglia sarà inaugurato un bassorilievo dedicato a chi è emigrato

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Sant’Agata di Puglia ai suoi figli emigrati”: è questa la tagline del bassorilievo che sarà inaugurato domenica 30 settembre a Sant’Agata.

Merito dell’associazione Santagatesi nel Mondo presieduta da Leonardo Capano che, grazie alle donazioni dei cittadini santagatesi e al contributo finale dell’amministrazione comunale, è riuscito a portare a termine questo sogno, inseguito ormai da alcuni anni.

Ad inaugurare il bassorilievo ci sarà l’autore, l’artista Leonardo Scarinzi, già autore della celebre statua del viaggiatore che si trova a Foggia nei pressi della Stazione ferroviaria e di molte altre opere. Scarinzi è uno scultore assai apprezzato, originario di Faeto, diplomato in Scultura all’Accademia di Belle Arti di Foggia, attualmente docente di Tecniche di Fonderia all’Accademia di Belle Arti di Bologna. Si è affezionato da subito a questo progetto, grazie all’entusiasmo trasmesso dall’associazione Santagatesi nel Mondo, avendo tra l’altro già realizzato il monumento all’emigramte che si trova a Volturino

I Monti Dauni negli anni hanno pagato un forte tributo in termini di emigrazione e, tuttora, i nostri piccoli Comuni sono a rischio spopolamento. Contro questo rischio, per fortuna, si promuovono sempre di più le buone prassi e il buon vivere ma, sia per motivi di studio che per motivi di lavoro, tuttora i giovani spesso si trasferiscono altrove.

Anche Sant’Agata ha subito in maniera importante il fenomeno di emigrazione e proprio agli amici che sono dovuti partire sarà dedicato il bassorilievo, in particolare a coloro che andarono via con la valigia di cartone e non ebbero mai la fortuna di rientrare sulle loro gambe, perché deceduti per incidenti sul lavoro in terra straniera.

I primi emigranti partirono da Sant’Agata agli inizi del Novecento verso Argentina, Venezuela, Brasile, Stati Uniti, Canada, poi negli anni ’50 verso Germania, Francia, Belgio, Svizzera. La popolazione diminuiva anno per anno ma il boom ci fu negli anni ’60 quando in massa emigrarono tantissime famiglie, soprattutto verso Torino e Milano, dove stavano aprendo le grandi fabbriche.

L’opera avrà una misura di 1,30 mt di larghezza e 90 cm di altezza e sarà collocata in un luogo altamentte simbolico: il piazzale di arrivo e partenza degli autobus.

Emigrante fa rima con distante – come scrive nel suo blog il santagatese Giovanni Castello – Le rondini migrano alla volta di posti più caldi, l’uomo va alla ricerca di nuove opportunità di lavoro. L’esilio è la frattura scavata tra un essere umano ed il suo luogo natio, ossia la sua vera casa. La tua casa non ti appartiene più perché l’hai svenduta e quando pensi di avere i mezzi per riappropriartene; ti accorgi che non è più la stessa, perché sono trascorse più generazioni e si è persa la memoria di come era un tempo”.

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