Da don Tonino Intiso il “pensatoio” per risvegliare Foggia

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toninointisoDon Tonino Intiso ci riprova. Dopo aver passato una vita dalla parte degli ultimi, a tessere reti di solidarietà che hanno dato vita a momenti di grande impegno e partecipazione, dopo aver scritto pagine importanti della storia di Foggia solidale, rilancia il suo progetto-sogno del Pensatoio, per dichiarare “lotta continua alla mediocrità e all’analfabetismo circa i diritti e i doveri nella costruzione del bene comune e all’analfabetismo religioso”.
L’ennesima sfida del sacerdote foggiano ha l’obiettivo di ricostruire quel senso di solidarietà e di partecipazione che Foggia sembra avere smarrito, rilanciando la riflessione e l’esercizio di quella merce sempre più rara che è diventata il pensiero.
Il punto di partenza è rappresentato anche dal ricchissimo archivio che il sacerdote ha raccolto nella sua vita pastorale e dell’altrettanto ricca biblioteca. Il rischio che potessero andare perduti è stato esorcizzato grazie all’Arciconfraternita del Carmine che ha manifestato la sua disponibilità ad ospitare i materiali nonché le attività del Pensatoio.
E proprio nell’auditorium della bella chiesa settecentesca don Tonino Intiso presenterà e spiegherà il suo progetto alla città.
L’appuntamento è per venerdì 27 giugno, alle ore 19.00, alla Chiesa del Carmine (Vecchio).
Tra i principali obiettivi del Pensatoio. figura la costituzione di laboratori di studio e di ricerca sull’educazione del pensiero e al dialogo; sulla persona (unicità- diversità – identità); sulla partecipazione quale unico modo di guidare il cambiamento (“siamo tutti responsabili di tutti”, diceva Giovanni Paolo Il); sul pluralismo ”delle” e “nelle” istituzioni, sulla’* impegno politico e sociale (dal “servizio” alla “condivisione” e alla “convivenza”); sulla globalizzazione della solidarietà e il mercato “solidale” a servizio della persona e su diversi temi etici come etica ed etiche, la ricerca della verità per un’ “etica condivisa” e la possibilità di cambiamento in una politica più etica.
“La presentazione pubblica del progetto – puntualizza don Tonino – ha lo scopo di avviare un confronto sui temi da approfondire e sulla formula organizzativa più utile per farlo. Inutile nascondersi che si tratta di una sfida impegnativa che intende rilanciare quel progetto culturale che la Chiesa locale era chiamata a portare avanti e che sembra essersi arenato negli ultimi anni.”

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