L’Italia legge poco, la Puglia meno, Ubik investe sulle scuole del territorio

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leggereAl sud Italia, una persona su tre non legge neanche un libro in un anno. In Puglia, appena il 26,8% lo ha fatto nel 2014 (dati Istat): triste statistica che vale alla regione di Carmelo Bene il penultimo posto in classifica. In questo scenario scoraggiante, la libreria Ubik di Foggia si propone, quest’anno ancor più che negli altri anni, come punto di riferimento per le scuole del capoluogo dauno e della sua provincia. Due, di recente, le “prove” di questo atteggiamento tanto costruttivo e mirato quanto urgente, il quale trova traduzione in due autori importanti per qualità e proposta di riferimento: Giuseppe Catozzella e Ilva Fabiani. Il primo infatti, grande rivelazione del Premio Strega 2014 (nonché vincitore della prima edizione del Premio Strega Giovani), autore dell’apprezzatissimo Non dirmi che hai paura (Feltrinelli, 2013), sarà protagonista di un doppio appuntamento nell’arco della medesima giornata: venerdì 23 gennaio, alle ore 8.45, incontrerà gli alunni della Scuola media G. Bovio di Foggia, e a seguire, dalle ore 11.00, sarà ospite dell‘Istituto Maria Immacolata di San Giovanni Rotondo. Quanto al secondo nome invece, Ilva Fabiani, autrice del romanzo frutto di tre anni di ricerca Le lunghe notti di Anna Alrutz (Feltrinelli, 2014), incontrerà, martedì 27 gennaio alle ore 10.30, gli studenti dell’Istituto Blaise Pascal di Foggia, in occasione della commemorazione del Giorno della Memoria. Entrambi i libri inoltre, sono stati al centro di altrettanti progetti di lettura organizzati dalla libreria Ubik in sintonia con i docenti delle scuole interessate.

Non dirmi che hai paura (Feltrinelli, gennaio 2014; collana: Narratori; euro 15,00; 240 pagine). Samia è una ragazzina di Mogadiscio. Ha la corsa nel sangue. Ogni giorno divide i suoi sogni con Alì, che è amico del cuore, confidente e primo, appassionato allenatore. Mentre intorno la Somalia è sempre più preda dell’irrigidimento politico e religioso, mentre le armi parlano sempre più forte la lingua della sopraffazione, Samia guarda lontano, e avverte nelle sue gambe magre e velocissime un destino di riscatto per il paese martoriato e per le donne somale. Gli allenamenti notturni nello stadio deserto, per nascondersi dagli occhi accusatori degli integralisti, e le prime affermazioni la portano, a soli diciassette anni, a qualificarsi alle Olimpiadi di Pechino. Arriva ultima, ma diventa un simbolo per le donne musulmane in tutto il mondo. Il suo vero sogno, però, è vincere. L’appuntamento è con le Olimpiadi di Londra del 2012. Ma tutto diventa difficile. Gli integralisti prendono ancora più potere, Samia corre chiusa dentro un burqa ed è costretta a fronteggiare una perdita lacerante, mentre il “fratello di tutta una vita” le cambia l’esistenza per sempre. Rimanere lì, all’improvviso, non ha più senso. Una notte parte, a piedi. Rincorrendo la libertà e il sogno di vincere le Olimpiadi. Sola, intraprende il Viaggio di ottomila chilometri, l’odissea dei migranti dall’Etiopia al Sudan e, attraverso il Sahara, alla Libia, per arrivare via mare in Italia.

Le lunghe notti di Anna Alrutz (Feltrinelli, novembre 2014; collana: Narratori; 17 euro, 256 pagine). A quasi settant’anni dalla morte, Anna Alrutz, che in vita è stata una braune Schwester, una delle infermiere specializzate volute da Hitler, rivive brandelli della sua breve esistenza. Primogenita di una ricca famiglia borghese, il padre medico, la madre elegante e colta ma di salute cagionevole, Anna ha trascorso un’infanzia serena. Per via della malattia polmonare cronica della madre e della sorella, tutte le estati della famiglia Alrutz si sono svolte nella stessa amena località termale, Bad Salzgitter. Lì Anna ha conosciuto Helene, l’amica di tutta la vita, e il pastore Rudinski, il suo primo amore impossibile. Ma Bad Salzgitter è anche il luogo dove si è formato il suo carattere, insolitamente forte, ossessionato dall’ordine e dalla disciplina. Nel 1927, dopo la morte della sorella, contravvenendo al volere della famiglia, lascia Medicina per iscriversi alla nuova scuola per infermiere e, dopo tre anni di un’educazione ai limiti della tortura fisica e psicologica, diventa una braune Schwester. Richiamata a Gottinga dal suo ex professore, il ginecologo Hartmann, Anna diventa la sua assistente personale e svolge con lui un compito molto particolare, voluto per decreto da Hitler: si devono occupare di sterilizzare il più alto numero di donne, per “purificare” la futura razza ariana. Anna si giustifica pensando il suo lavoro in termini più elevati di benessere sociale ma quando nella clinica viene ricoverata Helene, la sua amica più cara, si ribella al ruolo di aguzzina…

Giuseppe Catozzella. Autore di poesie, romanzi-inchiesta, racconti e reportage. È stato a lungo consulente editoriale per la Mondadori e attualmente lavora per Giangiacomo Feltrinelli. Scrive su “L’Espresso”, “Sette”, “Il Corriere Nazionale”, “Max”, “Lo Straniero”, milanomafia.com, e ha collaborato con la trasmissione televisiva Le Iene. Del suo romanzo-inchiesta Alveare (Rizzoli, 2011; Feltrinelli, 2014) la casa di produzione Wildside ha acquistato i diritti cinematografici, e sono stati tratti tre differenti spettacoli teatrali. Ha anche scritto Espianti (Transeuropa, 2008) e La scimmia scrive (Cepollaro Edizioni, 2007). Tiene un blog sul sito del “Fatto Quotidiano”. Con Feltrinelli ha pubblicato Fuego (Zoom, 2012) e Non dirmi che hai paura (2014; vincitore della prima edizione del Premio Strega Giovani 2014 e del Premio Fenice Europa 2014).

Ilva Fabiani. Nata ad Ascoli Piceno nel 1970. Dopo la laurea in Filosofia con una tesi su Hegel si è trasferita in Germania, svolgendo lavori di ricerca su diversi autori, fra cui Giordano Bruno, Giorgio Bassani e Beppe Fenoglio. Attualmente è docente di Lingua italiana all’Università di Gottinga. Con il suo primo romanzo Le lunghe notti di Anna Alrutz (Feltrinelli, 2014), frutto di tre anni di ricerca in archivi pubblici e privati, ha vinto l’edizione 2013 del concorso nazionale di narrativa ilmioesordio, aggiudicandosi anche il Premio della critica Scuola Holden per l’opera più originale e il Premio community ilmiolibro, assegnato dai lettori.

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