Risarcita di 20mila euro la città di Apricena alla luce dell’inchiesta “Black Land”

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soldi4APRICENA – La Città di Apricena dovrà essere risarcita di 20mila euro dai responsabili dell’inquinamento ambientale portato alla luce dall’inchiesta “Black Land”. È quanto ha stabilito, in via provvisionale, il Gup del Tribunale di Bari, il quale ha accolto le richieste del Comune e dell’Amministrazione Comunale, che si erano subito costituite parte civile nel processo penale, scaturito da una indagine che ha portato alla scoperta di depositi abusivi di materiale inquinante interrati in alcune aree del bacino estrattivo. Allo stesso modo è stata riconosciuta parte lesa e sarà risarcita l’azienda Agricola Castelpagano, facente parte del Gruppo Bianchi di Apricena, proprietario del terreno su cui è stato rinvenuto parte del materiale inquinante.

“È la conclusione che ci aspettavamo da una vicenda nella quale è vittima tutta la Cittadinanza di Apricena”, sostiene il Consigliere con delega alla Salute Pubblica Giuseppe Specchiulli. “Di sicuro nessuna cifra potrà mai risarcire i danni provocati da un gesto che ha violentato il nostro territorio. Ma almeno abbiamo avuto la giusta risposta dalla Giustizia e dalla Magistratura, nella quale abbiamo sempre confidato”.

Apricena sarà risarcita al pari dei Comuni di Cerignola, Trani, Ordona, Carapelle, del Consorzio di Igiene Ambientale Bacino FG/4. I responsabili sono già in carcere e sono stati condannati anche al pagamento delle spese processuali e al ripristino dei siti inquinati.

“Si arriva finalmente alla soluzione, almeno in primo grado di giudizio, di una vicenda che ha molto colpito l’immaginario Apricenese. E sulla quale speculatori professionisti, in piena campagna elettorale, hanno cercato in malafede di gettare fango su alcuni imprenditori della nostra Città”, specifica il Sindaco Antonio Potenza. “Apricena, compresa l’Agricola Castelpagano, ha subito uno sfregio e ha purtroppo preso coscienza di una situazione della quale si vociferava da molti anni. La nostra Comunità ha sempre temuto che all’interno delle nostre cave dismesse qualche delinquente potesse effettuare sversamenti illegali. Purtroppo oggi noi paghiamo le conseguenze di atti per cui, all’epoca, nemmeno le istituzioni locali seppero vigilare con attenzione”, aggiunge il Sindaco Potenza.

“Noi, invece, siamo intervenuti in maniera tempestiva, istituendo un Commissione Ambiente e lavorando per costituirci parte civile nel processo “Black Land”. Con questa Commissione continuiamo la nostra attività di controllo e monitoraggio. E  a breve presenteremo un piano straordinario per il recupero delle cave dismesse con il recupero di quelle zone particolarmente a rischio. Prime fra tutte – conclude Potenza – l’area dei “Tre Fossi”.

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