A Troia la “Calzetta dei Morti” si fa con calzini veri, fichi secchi e cioccolato equosolidale, altro che Halloween

0

Calzetta dei Morti_4TROIA – “Portateci un calzino. Un calzino vero.  E noi lo riempiamo di cose buone, “buone” per davvero”. Cioccolate e snack equosolidali, ma anche fichi secchi, noci, frutta di stagione. È questa l’iniziativa promossa da Skantinato 58 Bibliocafè in vista della tradizionale “Calzetta dei Morti”.

Dalle parti nostre la notte tra l’1 e il 2 novembre è quella nel corso della quale i cari defunti portano ai bimbi la “calzetta”, ovvero la “calza dei morti”. È notte speciale. Nella tradizione si prendeva un vecchio calzino e lo si appendeva ai piedi del letto. Nottetempo i defunti lo avrebbero riempito di cose semplici, le tipiche leccornie di questa terra: fichi secchi, noci, mandorle, frutta di stagione. E poi c’era l’incognita. Perché se fai il cattivo “niente caramelle e cioccolato nella calzetta, solo carbone”. A deciderlo erano proprio i cari defunti. Insomma in qualche modo la calzetta dovevi meritarla.

“Noi vi facciamo un proposta – è il messaggio di Skantinato 58 – Se i vostri bimbi sono stati buoni, fate un salto da noi e portateci un calzino vero (come si faceva una volta, prima che le multinazionali confezionassero pure la calza finta! … portatecelo pulito però). Noi ve lo riempiremo di “Bribon”, “Querida”, “Pequena” e di tanti altri dolci equosolidali. Forse costano qualche centesimo in più. Ma rispettano la terra e chi la lavora. Perché, diciamolo, i bimbi devono meritarsi la calza piena di cioccolato. Ma pure chi fa la cioccolata deve meritarsi di stare nella calza, scegliendo di non sfruttare chi lavora le piantagioni in Sud America e di rispettare l’ambiente. Mica solo i bambini devono fare i buoni, no?”

Ma l’iniziativa non si limita a questo. Le calzette non saranno riempite solo di ottimi dolci equosolidali, ma anche di noci, fichi secchi e frutta di stagione.  Perché i bambini conoscano la nostra storia, sappiano da dove veniamo. Perché conoscano i sapori genuini della nostra terra. Perché, magari, si rendano conto che i fichi secchi sono molto meglio delle gomme da masticare (e, per inciso, che il cioccolato Equo e Solidale è molto meglio di quello delle multinazionali).

Insomma, le nostre tradizioni sono una ricchezza, una patrimonio.

E vanno conosciute e preservate. Altro che Halloween.

Comments are closed.