Anche la Germania supera l’Italia nel turismo, la preoccupazione di Confimprese

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turismo2“Leggere che anche la Germania supera l’Italia per quanto riguarda le presenze e i flussi turistici conferma che continuiamo a sbagliare le politiche di promozione e la gestione in toto del settore turistico. Ogni volta che esce qualche statistica internazionale l’Italia ne esce sconfitta, se ieri il sorpasso ai danni dell’Italia era della Spagna, ora è la Germania a superare il nostro paese. Se non prenderemo seriamente il toro per le corna domani assisteremo, impotenti, a nuovi sorpassi da parte di qualche paese emergente più organizzato e competitivo.

Conosciamo bene i motivi del nostro ritardo: promozione insufficiente, operazioni di marketing poco incisive, incapacità ad attrarre nel nostro paese turisti asiatici e cinesi nuovi segmenti di mercato, cavilli burocratici che impediscono ai privati di lavorare con competitività, leggi e leggine che rendono tutto più complicato, eccessiva tassazione e la stretta creditizia voluta dalla banche. Ci stiamo facendo del male da soli e non facciamo nulla per arrestare la continua perdita di posizione“, è quanto scrive in una nota Giuseppe Sarnella, Presidente di Confimprese Turismo Italia, alla luce dei dati pubblicati dall’Ufficio federale di statistica tedesco.
“Rimango basito e interdetto quanto vedo l’inerzia della classe dirigente di questo paese che vuole evidentemente far restare zoppo un cavallo, come quello del Turismo, che genera il 10% del Pil e 3 milioni di posti di lavoro e che, se condotto in modo serio e strategico, potrebbe generarne molti di più e rappresentare una svolta per i giovani italiani alla ricerca di un impiego. Domandiamoci perchè abbiamo l’oro in mano e non siamo in grado di offrirlo nella giusta maniera e venderlo al giusto prezzo, domandiamoci perchè i turisti di tutto il mondo preferiscono visitare Friburgo e Colonia piuttosto che le Dolomiti e le nostre città d’arte”, prosegue Sarnella.
“Nessun privato avrebbe buttato al vento milioni di euro per creare un sito come Italia.it, nessun manager dotato di buon senso avrebbe creato enti e istituti di promozione del turismo improduttivi e doppioni di se stessi. Questo deve far riflettere chi oggi ha la possibilità di organizzare le politiche del turismo in vista dell’Expo del 2015. Non possiamo più vivere di rendita, dobbiamo essere agili, intelligenti, veloci, strategici e produttivi. Il brand Italia continua a piacere ed è da questa certezza che deve ripartire il nostro turismo”, conclude il Presidente di Confimprese Turismo.

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