Sabato a Troia, XXVI edizione della SAGRA “… non solo COTTA COTTA”

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cotta cotta-2La XXVI edizione della Sagra “…non solo Cotta Cotta” organizzata dalla Pro Loco di Troia in collaborazione con Slow Food – Condotta Foggia Monti Dauni e con il patrocinio oneroso del Comune di Troia, si arricchisce di “saperi e sapori” attraverso la promozione della storia, delle tradizioni e della cultura enogastronomica locale. Percorso Turistico: Musei aperti dalle ore 17:00 alle ore 20:00 e visita guidata al Centro Storico e alla Concattedrale di Santa Maria Assunta (XI-XII sec.) con partenza alle ore 19:00 da Piazza Giovanni XXIII – Troia (Fg). Percorso Enogastronomico a partire dalle ore 20:00: Cotta Cotta (trippa vaccina) o cicatelli fatti a mano con pomodorino biologico, basilico e ricotta dura a cura di Pro Loco Troia; peperoni friarelli (friggitelli) preparati da Agriturismo San Paolo; bocconcini al sugo di vitello di produzione propria (gluten free) preparati da Fattoria Giuntoli; salsiccia nostrana (di Suinicola Rezzolla) con patate e peperoni preparati da Agriturismo Pirro, il tutto accompagnato da ottimo vino Nero Di Troja di produzione Cantine Pirro. Per info e prenotazioni Pro Loco Troia, Via Iamle, 6 – Troia (Fg) tel. 345.1533487 – 347.5287363 – e.mail: info@prolocotroia.it  – web: www.prolocotroia.it
STORIA. La zuppa di trippa bovina, detta Còtta Còtta, è una pietanza locale di antichissime origini. Le testimonianze più recenti risalgono agli anni ’30 del secolo scorso quando la signora Filomena detta “a Còtta Còtt” acquistava la trippa bovina a poco prezzo e la cucinava in casa facendola bollire in abbondante acqua per circa due ore, aggiungendovi poi sedano, carote, cipolla e pomodoro. La zuppa dal profumo inconfondibile, avvertito anche a grande distanza, veniva tenuta in caldo in un grosso calderone su di una fornacella a carboni posto all’ingresso del cortile in cui abitava, al tempo detto Curtigl i Capp’ll’r (attuale Cortile Ettore De Pazzis). Era qui che la donna vendeva la Còtta Còtta, attirando i passanti con la frase “mén mén che è còtta còtt” ed invitandoli ad acquistare nu cuppin  d còtta còtt p mèzza ligr e duij cuppin  p na ligr (un mestolo per mezza lira e due mestoli per una lira) che serviva ijnd a nu caccavèll (in una ciotola) portato da casa. La vendita aumentava durante il periodo estivo e particolarmente in occasione della Fiera di San Lorenzo, il 10 agosto, quando il paese si popolava di mietitori e venditori di bestiame. Approfittando dell’occasione Filomena allestiva, all’interno del cortile di casa sua, una lunga tavolata per consentire ai suoi clienti di consumare comodamente la “Còtta Còtta”.  Fu sua figlia Maria Lucia, conosciuta meglio come Marietta “a Còtta Còtt” a continuare l’attività materna fino a quando negli anni ’60, emigrò a Milano. Nel 1990 la Pro Loco, per non perdere questa importante tradizione culinaria, riprese l’antica ricetta e ne fece la “Sagra della Còtta Còtta” giunta quest’anno alla sua XXVI edizione e trasformata di recente nella sagra “…non solo Cotta Cotta” per l’aggiunta di altri piatti tipici della tradizione locale.

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