Ma come funzioneranno province e comuni ? Se lo è chiesto la CGIL in un incontro

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palazzo-doganaLa riforma delle Autonomie locali, quali conseguenze per l’organizzazione e gestione dei servizi del personale è il tema affrontato a Foggia dall’assemblea dei lavoratori degli enti pubblici, svoltasi presso la Sala del Consiglio dell’Amministrazione Provinciale. L’iniziativa è stata promossa dalla Fp Cgil all’indomani dell’elezione del presidente della Provincia col nuovo sistema di voto.

A introdurre i lavori il segretario generale della categoria del pubblico impiego della Cgil, Felice Zinno. Tra i relatori il dirigente della Protezione Civile, Oscar Corsico; il dirigente delle Politiche del Lavoro della Provincia, Geppe Inserra; il segretario generale della Fp pugliese, Biagio d’Alberto; il presidente della Camera di Commercio di Foggia, Fabio Porreca; la segretaria generale della Cgil di Capitanata, Filomena Trizio. Le conclusioni sono state affidate a Federico Bozzanca, segretario nazionale della Funzione Pubblica Cgil.

Doppia la responsabilità per un sindacato come la Cgil, ha spiegato Zinno nella sua introduzione: da un lato garantire che i processi di riforma in atto facciano realmente funzionare i servizi, dall’altro evitare che le lungaggini e soprattutto e i tagli alla spesa non si scarichino immediatamente sul personale e sui cittadini. Con non poche preoccupazioni per la nuova manovra economica, annunciata ieri dal premier Renzi che prevede un ulteriore colpo di mannaia sui destini delle autonomie locali e dei servizi sociali.

Grazie al contributo dei relatori si sono affrontati i problemi attinenti al nuovo ruolo delle Province, in particolar modo al compito che toccherà svolgere alle costituende agende per l’impiego, che dopo la definizione del Job Acts restano ancora entità oscure, con una riforma per titoli generici che non affronta questioni determinanti come funzioni, allocazioni, organici.

Altro aspetto analizzati quello relativo alle unioni dei piccoli comuni, non superiori ai 2.000 abitanti, che in provincia di Foggia interesserà ben 29 enti su 61, che avranno l’obbligo di associare la gestione dei servizi di polizia municipale, ambiente, politiche sociali. Un’operazione che per la Fp Cgil appare ancora estremamente complicata, in attesa che la Regione definisca i limiti demografici dei territori, per la complessità giuridica delle associazioni e la valutazione dei reali risparmi conseguibili oltre che la loro destinazione.

Sotto la lente dell’iniziativa della Fp è finito anche il destino delle Camere di Commercio, destinatarie per il 2015 di una riduzione del 35% sui contributi camerali. Che salirà al 40% nel 2016, fino al 50% nel 2017. Una politica di fatto finalizzata alla chiusura dell’ente stesso, senza aver avuto il coraggio di definire la destinazione delle competenze, funzioni, del personale interno e ad esso collegato tramite aziende speciali.

 

La Fp Cgil con questo approfondimento ha voluto porre l’accento su alcune fondamentali domande che restano inevase, dai movimenti del personale alla nuova organizzazione dei servizi, e conseguentemente come costruire criteri di massima trasparenza nei processi di mobilità e di formazione professionale straordinaria legata al destino dei lavoratori. Oltre che interrogarsi sull’indispensabile ruolo sindacale che punta a difendere la centralità dell’utenza e della produttività degli enti.

Per la Fp Cgil sottolinea qualsiasi ritardo o confusione nei processi di riforma rischia di creare confusione e riduzione – in termini di qualità e quantità – dei servizi ai cittadini, svilendo anche professionalità e dignità di chi per anni ha prestato servizio in questi enti.

L’assemblea è stata anche l’occasione per ribadire impegni straordinari che la Cgil sta mettendo in campo in queste settimane, a partire dalla straordinaria manifestazione nazionale del prossimo 25 ottobre a Roma, su “Lavoro, dignità e uguaglianza” – per politiche che rimettano al centro della ripresa economica il lavoro e le sue tutele, contro ogn i forma di precarietà – a quella unitaria dell’8 novembre indetta da tutto il settore del pubblico impiego, per la difesa dei servizi pubblici e il rinnovo dei contratti.

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