Centinaia di ragazzi, di giovani e di adulti in piazza per la pace e la legalità

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foggiacitta“La pace si costruisce con i piccoli gesti” è il messaggio che il Sindaco di Foggia Franco Landella ha lasciato alle centinaia di persone che Domenica 8 Febbraio hanno invaso il centro cittadino per la tradizionale Marcia della Pace dell’Azione Cattolica di Foggia-Bovino. In precedenza l’Arcivescovo Mons. Vincenzo Pelvi ha celebrato la S. Messa nella Chiesa di S. Ciro piena in ogni suo posto. Anche l’Arcivescovo Pelvi ha sottolineato l’importanza di questa giornata per la città di Foggia e per la Chiesa particolare. Ha invitato gli aderenti all’Azione Cattolica a “essere mano data a Dio e la mano di Dio data agli uomini”. Al termine della celebrazione il Presidente Diocesano Antonio Bevilacqua e la Responsabile diocesana dell’ACR Viviana Barone, hanno salutato tutti i partecipanti, in modo particolare quelli provenienti da Deliceto, S. Agata e S. Marco in Lamis. Hanno illustrato all’Arcivescovo e al Sindaco tutto il percorso formativo svolto durante il mese di Gennaio, mese dedicato alla pace. Un percorso fatto di riflessione sul messaggio del Santo Padre Francesco “Non schiavi, ma fratelli”, ma anche di solidarietà con l’iniziativa “dai vita alla pace” che ha permesso di raccogliere fondi per la costruzione di una Volanta, un macchinario che si attiva senza energia elettrica e che permette di portare in superficie l’acqua del sottosuolo, nello Stato Africano del Burkina Faso. Sia al Sindaco sia all’Arcivescovo è stato consegnato il gadget della pace di quest’anno, una matita che una volta consumata non si butta ma si pianta nel terreno diventando una pianta profumata. Come profumata è stata la vita dei cinque testimoni che hanno caratterizzato il percorso cittadino della marcia. Infatti, la marcia si è fermata in alcuni posti legati a Francesco Marcone, Giovanni Panunzio e Nicola Ciuffreda. Ma nello stesso tempo, nelle altre due soste, si è voluto ricordare chi ha speso tutte le sue energie per formare intere generazioni al rispetto e alla fratellanza, come Don Antonio Silveste e Paolo Sannetta. In ogni luogo, dopo aver ascoltato la vita del testimone, ci sono state le testimonianze dei parenti o delle persone che hanno conosciuto questi testimoni della nostra terra. A conclusione di ogni momento si è voluto piantare una pianta profumata per ricordare che queste testimonianze, nonostante siano passati molti anni, continuano a emanare profumo per l’intera città.

La marcia si è conclusa davanti al piazzale della Stazione, luogo di grande criticità e disagio, ma anche porta per quanti per la prima volta fanno tappa a Foggia. Un luogo, è stato detto nelle conclusioni, che deve diventare faro di accoglienza e di solidarietà.

 

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