Confesercenti e Patto Fiscale , SOS ai Comuni per aiutare le imprese in crisi

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manfredonianuovoportoNel primo semestre del 2014, la provincia di Foggia è stata ancora segnata da una grave crisi che con lo scadere degli ammortizzatori sociali – attivati circa 36 mesi fa – rischia di aggravarsi ancora di più. Una crisi che si sta lentamente trasformando in una fase di pericolosa stagnazione. Occorre fare qualcosa, la nostra Provincia è in grado di reagire e può emergere evitando il rischio del declino politico, sociale ed economico. Vanno, però, rimossi gli ostacoli che frenano la ripresa. Dobbiamo impegnarci per superare la crisi del mercato: nell’ultimo biennio la spesa per acquisti delle famiglie è calata di circa il 6%. A questa difficile situazione si somma anche la pesante contrazione registrata dal credito alle imprese, sempre più in calo da oltre due anni. L’obiettivo principale che la classe politica si deve porre è il rilancio delle imprese e questo rende ancora più incomprensibile la ragnatela burocratica che rende la vita difficile al mondo produttivo. E intanto intorno a noi dilaga e prospera impunito l’abusivismo. Molti sono i venditori illegali che vendono prodotti senza garanzia e che non pagano tasse né locali né nazionali. Nel frattempo assistiamo ad imprese costrette a chiudere, per la crisi, ma anche per gli alti costi di gestione, tasse esagerate, troppa burocrazia. E’ quanto illustrato oggi nel corso di una conferenza stampa della Confesercenti in cui è stato presentato il Patto di fiscalità locale che sarà discusso con i Comuni della Provincia di Foggia.
«Di legalità si muore mentre l’illegale sopravvive – hanno ribadito Carlo Simone e Franco Granata, presidente e direttore della Confesercenti Foggia -. Obiettivamente non è possibile più accettare un Ente Locale strabico che concentra le sue attenzioni sulle proprie casse e che ignora le difficoltà delle piccole e medie imprese sempre più in crisi e dei cittadini. Confesercenti ritiene che è necessario pressare gli Amministratori Locali, per incidere sulle “ferite aperte”, a partire dalla fiscalità locale, dallo strapotere dei dirigenti e dalle tante altre cose che nella nostra Provincia non funzionano». L’eccesso di prelievo di tasse e imposte locali – è stato ribadito nel corso dell’incontro – è figlio di una spesa pubblica straripante. Basta con l’aumento continuo delle tasse ed imposte locali. Vanno garantiti, con interventi rapidi e decisi, tagli significativi a una spesa pubblica raccapricciante, che gli Enti Locali non possono più permettersi. Occorre inserire la retromarcia e avviare un percorso inverso a tutti i livelli. Meno spesa e meno imposte per favorire il rilancio dei consumi e la crescita dell’occupazione. Confesercenti ritiene che una delle prime emergenze che va affrontata è quella di mettere mano ad un fisco locale sempre più vorace che alimenta anche sprechi ed abusi di comuni e regione. Guardiamo il pasticcio della Tasi, un’imposta mal gestita, che rischia di rilevarsi una vera e propria batosta, soprattutto per le imprese.
«Se non faremo presto però – ha rimarcato Granata – a fine anno, in soli tre mesi, i contribuenti dovranno far fronte a un concentrato micidiale di imposte: Tasi, acconto Irpef, Tari e Imu. Ciò significa alimentare aspettative negative pronte a trasformarsi in una batosta per i consumi. Un colpo che produrrebbe nuove chiusure di imprese e disoccupazione”. Oggi stesso partiranno le lettere di richieste di incontro a tutti i sindaci della Daunia per illustrare le proposte della Confesercenti. “Saranno i sindaci e le amministrazioni comunali a individuare i tagli di spesa improduttiva per ridurre l’imposizione fiscale. Se ciò non avverrà faremo le nostre proposte di tagli alla spesa e di graduale riduzione delle imprese locali e informeremo le imprese e i cittadini anche attraverso comunicazioni ufficiali».
Un esempio da considerare è quello illustrato da Antonio Angelillis, assessore alle attività produttive del Comun di Manfredonia. «Un compito non facile ma non impossibile – ha sostenuto -. Noi a Manfredonia abbiamo iniziato razionalizzando le spese dei fitti esterni e in tre anni abbiamo risparmiato 450mila euro che potrebbero essere utilizzati per ridurre il gettito fiscale sulle imprese. Come Comune siamo disponibili a confrontarci con Confesercenti e studiare iniziative per attuare questo percorso».

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