Covid-19: positivo trentenne a Torremaggiore, intervista al sindaco Emilio Di Pumpo

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Sindaco Di Pumpo cosa ci può dire sul caso di Covid-19 che ha interessato un giovane trentenne torremaggiorese?
Nel pomeriggio del 6 marzo alle ore 17,00 ho ricevuto una chiamata dal Governatore pugliese Emiliano il quale mi ha annunciato la presenza di un caso di Covid-19 a Torremaggiore. Successivamente ho ricevuto anche la chiamata dal dott. Piazzolla, Direttore Generale dell’ASL Fg, che mi ha aggiornato sul quadro clinico del nostro concittadino ed è emerso che il ragazzo aveva solo i decimi di febbre e nessuna complicanza respiratoria. Era nella sala pre-triage al Pronto Soccorso dell’Ospedale di San Severo. I medici hanno ritenuto opportuno farlo tornare a casa ad attuare la quarantena. Il protocollo ha funzionato benissimo perchè il contagio nel Pronto Soccorso non c’è stato e perciò la tenda pre-triage è servita! Mi complimento con la Direzione Generale dell’ASL e con tutto il personale sanitario di San Severo e di tutta l’Italia che stanno svolgendo un grande lavoro.

Sindaco Di Pumpo vuole rivolgere un appello alla popolazione dopo questo caso?

Rivolgo un invito a tutti i gestori di attività commerciali e a chi gestisce centri di aggregazione ( bar, ristoranti, pizzerie): cerchiamo di avere grande buon senso nell’ accettare le prenotazioni ma invece di fare il sold out, è opportuno riempire il locale di 1/3 per garantire maggiore aerazione evitando perciò l’eventuale contagio. Voglio però rivolgere un appello ai genitori: non ha senso con le scuole chiuse permettere che i propri figli vadano a ritrovarsi all’interno di bar e pub. Così non ci aiutate, anzi si peggiora la situazione. Invito perciò a restare a casa o a fare passeggiate in Pineta o in altre aree verdi della nostra città per riscoprire magari la bella vita bucolica di un tempo, respirando aria sana e pulita.

Sindaco Di Pumpo non è opportuno anche un suo formale interessamento per allestire una tenda pre-triage anche nel PPIT di Torremaggiore all’ex Ospedale San Giacomo come è stato fatto al PPIT di San Marco in Lamis in segno di prevenzione, magari richiedendo maggiori dispositivi di sicurezza per gli operatori sanitari?
Sicuramente partirà anche una nostra richiesta per avere un pre-triage per preservare chi lavora nel nostro Punto di Primo Intervento ed i cittadini.

Michele Antonucci

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